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Alain Arias-Misson

Alain Arias-Misson, nato nel 1936 a Bruxelles, Belgio, è cresciuto a New York dove ha studiato, ed è vissuto e ha lavorato in Spagna, Belgio, Stati Uniti, Italia e Francia dove attualmente risiede. Negli anni ’60 è stato uno dei pochi innovatori al mondo nel campo della ‘poesia visuale’che rompeva con l’ortodossia della poesia ‘concretista’ per ottenere la convergenza dell’immagine, del suono e della parola sulla tela, negli oggetti e nelle immagini riprodotte. Le sue opere sono state esposte in centinaia di mostre e pubblicate in decine di antologie in Europa, Stati Uniti, Sudamerica e Giappone. Sebbene il principio di una poetica visuale fondata sul linguaggio abbia continuato a costituire la matrice della sua opera, egli ne ha superato i limiti durante gli ultimi vent’anni ad esempio mediante la costruzione di un Osservatorio Sciamanico in un giardino scultoreo Settecentesco fuori Milano (la Fondazione Villa Buttafava, Gallarate) e con le sue installazioni sul tema dell’automobile (Poemobile). Fra le più significative e recenti mostre collettive figurano: la Biennale di Lodz, Polonia 2004, La Biennale di Lione (Et tous changèrent le monde), Poesure et Peintrie in mostra al Museo di Marsiglia, alla Biennale di San Paolo, alla Biennale di Venezia, 2005 (evento collaterale sponsorizzato dal Museo degli Artisti, Polonia e da The White Box di New York), OPEN, la mostra Internazionale di Installazione e Scultura all’Aperto tenutasi al Lido nel settembre 2004. Le sue opere figurano in musei e prestigiose collezioni private di tutto il mondo come ad esempio il Getty Museum, California, il Museo di Bolzano, il Museo Statale di Amsterdam, il Museo Statale di Stoccarda, etc. Fra le più recenti mostre personali ricordiamo quella presso la Emily Harvey Gallery, New York e Venezia,(2001-2002), e presso la Galerie Lara Vincy, Parigi, nel 2003. L’artista è autore di cinque romanzi, di cui l’ultimo The return of the Maya to Manhattan uscirà nel 2005, e The Theatre of Incest nel 2007, nonché di due libri d’arte.
‘The Public Poem’ (Poema pubblico), forma poetica urbana inventata nel 1965, e da allora allestita ogni tre, quattro anni, gli è stata commissionata da istituzioni culturali quali: la Città di Bonn per il Bicentenario di Beethoven nel 1970, il Centro pompidou, la Revue Parlée, Parigi, 1988, la Deutsche Literatur Haus, Amburgo e Berlino, 1991, ecc., ma è stata spesso prodotta al di fuori di ogni contesto espositivo ( come Il Poema Pubblico Sciamanico nella Cappella Sistina, del 1994, il Public Surveillance Poem nel Republique Metro, Parigi, nel giugno 2003. Il Poema Pubblico lacera il tessuto testuale della città in un dato luogo usando ben precisi elementi tratti dalla strada (il traffico, i monumenti, le istituzioni commerciali e finanziarie, i movimenti della gente), come elementi semantico-sintattici di un testo di sogno mondiale (tratto dai mass media) che emerge contestualmente alla interruzione del testo della città (traffico, polizia).

Alain Arias- Misson was born in Brussels, Belgium in 1936, grew up in New York City, was educated in the U.S. and has lived and worked in Spain, Belgium, the U.S., Italy and France (where he presently resides).
He was one of a score of innovators around the world of ‘visual poetry’ in the sixties which broke with the orthodoxy of ‘concretist’ poetry to achieve the convergence of image, sound and word on canvas, objects and video.
His works have been shown in hundreds of exhibitions and published in scores of anthologies in Europe, the U.S., South America and Japan. Although the principle of language-based visual poetics has remained the matrix of his works, he has gone well beyond its standard tenets in the last twenty years, for example with the construction of a Shamanic Observatory in an eighteenth-century sculpture garden outside Milan (Villa Buttafava Foundation, Gallarate), and with his car installations (Poemobile).
Significant recent collective exhibitions include the Lodz Biennial, Poland, 2004, the Lyon Biennial ( Et tous changèrent le monde), Poesure et Peintrie shown at Marseille Museum, the Sao Paulo Biennial, the Venice 2005 Biennial ( a collateral event sponsored by the Artists’ Museum, Poland and the White Box, New York), OPEN, the International Open-Air Sculpture and Installation show held at the Lido, September 2004. His works are on display in museums and prestigious private collections around the world such as the Getty Museum, California, Bolzano Museum, Italy, the State Museum, Amsterdam, the Stuttgart State Museum, Germany etc. Recent personal exhibitions include the Emily Harvey Gallery, New York and Venice, 2001-2002, and Galerie Lara Vincy, Paris, 2003.
He is the author of five novels including his latest one, The Return of the Maya to Manhattan, due to be issued in 2005, The Theatre of Incest in 2007, and two already published art books.
The Public Poem, an urban poetic form which he invented in 1965, and has been enacted every three or four years ever since, has been commissioned by cultural institutions such as: the City of Bonn for Beethoven Bicentennial, 1970, the Centre Pompidou, La Revue Parlée, Paris, 1988, the Deutsche Literatur Haus, Hamburg and Berlin,1991 etc., but has often been produced outside any exhibition context ( such as the Public Sistine Chapel Shamanic Poem in the Vatican,1994, or the Public Surveillance Poem in the Republique Metro, Paris in June 2003). His Public Poem tears apart the textual fabric of the city at a given site by using specific street elements ( traffic, monuments, commercial and financial institutions, people’s movements) as the syntactic and semantic elements of a world ‘dream-text’ (from the mass media) emerging from the ‘interruption’ (traffic, police) of the city text.

ariasmisson.com