Scavare come sinonimo di scovare, appare quasi come un semplice cambio di
vocale mentre in esso risiede tutto lo spessore di un’intenzione,
come un manifesto programmatico.
La Bonotto è una realtà mondiale nella lavorazione dei tessuti
che fa assumere a questo scavare i contorni di un esercizio senza fine,
tale è la struttura industriale di questo gruppo che da Molvena (Vicenza)
ha mosso i primi passi fino a strutturarsi in Uruguay, Romania e Cina. |
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Risiede in essa la cifra di
un’imprenditoria illuminata: la conoscenza dell’arte contemporanea
che pone Luigi Bonotto, rappresentante della terza generazione di questa
famiglia, ad essere un importante collezionista d’arte Fluxus e di
Poesia Visiva; già pop-artista, figlio di un appartenente al post-futurismo,
Luigi ha lasciato ai figli Giovanni e Lorenzo il compito di espandere quella
realtà produttiva, nata per mano del bisnonno, dalla produzione di
cappelli di paglia.
Entrandovi si viene accolti dalle installazioni di N. J. Paik, inventore
della videoarte e di Vautier capostipite dei “Total Art”, teorico
del movimento Fluxus; in ogni luogo dell’azienda si può respirare
questo forte legame con l’arte da cui deriva un’attenzione minuziosa
aspetti estetico/formali di un processo progettuale prima e produttivo poi. |
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E’ proprio Fluxus il
motore ispiratore, capace di raccogliere tutto quanto è accaduto
nel mondo dell’arte dal 1962 fino ad oggi, di cui Luigi Bonotto è
il riferimento mondiale.
Lo scavare è allora portare alla luce, mostrare, rendere pubblico
un bene, un valore cosicché tutti possano essere partecipi e condividere:
appare questa la filosofia che lega la Bonotto azienda al patrimonio artistico
Bonotto.
Il legame con il pubblico passa attraverso i prodotti di Gruppo di Installazione-Bonotto,
capace di pensare e realizzare coperte di altissima qualità: ove
l’intervento manuale diventa conditio sine qua non per offrire un
valore che ha le radici nella storia nella tessitura italiana.
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