Diesel - Facciamo le cose che ci piacciono

Abbiamo scelto di aprire questa rubrica che si occupa delle aziende e del loro modo di “fare comunicazione”, parlando di Diesel.
Migliore inizio non potevamo desiderare, vista la varietà e l’iconoclastia espressiva che da sempre caratterizza “il comunicare” dell’azienda veneta.
Diesel è da sempre lo spartiacque di un certo gusto nel vestire, di proporsi, financo nel dare forma alla cultura giovanile sul palcoscenico del mondo. Una forza espressiva che trova nel prodotto il primo e più importante mezzo di comunicazione.
 
Diesel marketing di moda
 
FACCIAMO LE COSE CHE CI PIACCIONO!
Suona come un diktat, ma ha la dolcezza di un’utopia!
Attorno a questa frase trova forma e si sviluppa il pensiero creatore di tutta la Diesel: dagli uffici stile, al marketing, dal press office al controllo qualità…
Chi si rispecchia nel prodotto del loro fare, sia esso un jeans o una camicia, una borsa o i commercial tv, diventa esso stesso “Diesel people”.
Dal 1991 con l’inizio della prima strategia di marketing e di comunicazione a livello internazionale il mondo viene pensato come una macro-cultura senza confini: il mondo cui Diesel fa riferimento e da cui trae linfa vitale per dare vita al proprio fare.
Diesel State of Mind!

La sfida del loro comunicare non sta nel far digerire un prodotto ad un pubblico “targettizzato” da indagini di marketing e da studi di settore, ma raccoglie la più alta sfida del contribuire, di anno in anno, di iniziativa in iniziativa, a definire i caratteri della cultura giovanile nel mondo.
 
Caratteri volatili come sono tutte le definizioni che cercano di confinare la generation x, mutevoli come è il mood delle persone che lavorano in Diesel.
Ed il Diesel Wall, per questi aspetti, rappresenta l’espressione la summa del fare comunicazione in Diesel: attraverso un muro rivolgersi ad un pubblico allargato che non è visto come mero cliente; sul muro dialogare con le persone e con i luoghi; dal muro chiamare a raccolta, via “contest”, chi vuole apportare la propria idea all’immagine Diesel.
Il muro non come elemento di divisione, di spaccatura e di allontanamento, ma come espressione di legame, di scambio e di confronto.
  Diesel wall
 

Il punto vendita come luogo d’incontro tra le persone che fanno la Diesel culture: i giovani che in Diesel operano + i giovani che a Diesel si riferiscono. Ed ecco che i tradizionali spazi di vendita vengono pensati “come piacciono a noi”, e si disseminano sul territorio in un network aperto al mondo ed alle caratteristiche che ogni luogo esprime: perciò il concept store di Corso Porta Ticinese in Milano usa “un’alfabeto espressivo” comune a chi vive quella zona, mentre quello di Corso Venezia rifletterà i simboli ed i segni propri di quel territorio.
Gli stores sono nodi di un network che, in osmosi con l’ambiente di appartenenza, traggono stimoli per fornire idee, un’antenna ricettiva che capta quanto avviene sul territorio: gli usi, i costumi, le tendenze.

Uno scambio continuo di linfa vitale per un’azienda che, senza falsità di facciata, ha il coraggio di credere in ciò che le piace!

www.diesel.com
txt: Luca Dal Bò
photo: Fabio Gambina