| L’occasione di incontrare il lavoro di Dries Van Noten avviene ogni
qual volta in redazione amiamo raccogliere i pensiero, per astrarci dalla
meccanica del fare ed andare alla ricerca di uno spazio d’attenzione,
di sospesa tranquillità. |
| |
 |
|
Perciò l’occasione dell’uscita
del libro che ne festeggia le 50 collezioni, A Golden Anniversary,
dal primo show per l’Uomo nel 1992 sino alla recente collezione
Donna della primavera-estate 2005, rappresenta una frattura spazio/temporale
cui infilarsi alla ricerca di una quiete interiore mista alla sorpresa
di ri-scoprire le creazioni dello stilista belga.
Passando dalle pagine dorate di questa raccolta si ha modo, come aprendo
una vecchia scatola di ricordi, di rimanere stupiti dalla metodicità
calibrata in misura e qualità di ogni scelta estetica: dai
tessuti ai loro abbinamenti, dai tagli alle trame, dai colori alla
scelta delle location per le sfilate, il tutto interpretato con l’ironia
fiamminga che ne percorre ogni sfumatura.
Sfogliare le 50 collezioni in un salto unico da l’idea di assistere
ad una collezione infinita, che dai primi anni novanta ci ha espresso
mutevolmente lungo orizzonti riconoscibili, un’idea di moda
capace di accenti formali, cromatici e materici squisitamente raffinati:
per coloro cercano in un capo non un prodotto ma l’espressione
del proprio mood interiore! |
|
| |
Una collezione lunga 13 anni,
che ha nelle atmosfere care a Bruegel e Van Dyck il filo che incornicia
una precisa idea di stile. Capace di creazioni lontane dagli eccessi, forti
un’immagine mai arzigogolata e rivolta allo sterile piacere del “sé”,
ma protesa a rappresentare il capo come espressione di una vestibilità
legata al momento e alla necessità.
Dries Van Noten ci piace per la capacità che ha di esprimere idee
e concetti usando la parole al posto giusto: il colore, la cucitura, il
ricamo, la trama, e poi i fiori, gli inviti, i luoghi, la luce, quindi ancora
i tagli, le forme, il disegno, gli accostamenti per poi rimanere rapiti
dal dettaglio di un tacco, di un risvolto, di uno sguardo, dal movimento
del braccio. |
| |
|
|
| |
|
Questo libro, come nelle carte del 1500
di Gerardo Mercatore, rappresenta un’illusione di mondo, riesce a
dare un’idea precisa di una geografia interiore che coglie nei capi
di Dries Van Noten l’espressione di un valore calibrato.
www.driesvannoten.be
|