Emilio Pian

Emilio Pian porta avanti da anni un confronto serrato e intimo con la materia. Nella sua ricerca utilizza l’alluminio, il ferro, il piombo e l’ottone. Materiali non tradizionali ma particolarmente attinenti alla sua sensibilità di artista contemporaneo con elementi mutuati dal mondo dell’industria. Per usare una un’espressione di Marcello Carriero: la certezza dell’industria è messa in crisi. Specchio di serialità e di utilizzo standard, quei materiali nell’opera di Pian assumono una dimensione personale e basata su una percezione individuale.

 

Pian
 

Una sorta di nuova interiorizzazione del fenomeno arte. Semplificare l’apparato formale delle opere per far sì che la trama interiore si infittisca e dipani. Un esprimere, attraverso i suoi lavori, stati d’animo, emozioni e riflessioni. Trasporre sulla materia i moti del pensiero e della coscienza.
Poi il ritorno alla pittura. Opere in cui dal fondo bianco emergono segni e pennellate, sempre però con l’inserimento della materia a ricreare il senso del vuoto e del pieno. Oppure tramite i lavori dominati da una forte progettualità.
Infine le nuove sculture, in cui si vede appieno la ricerca sulla materia. Una sorta di moderne cattedrali in cui è presente una sacralità (laica), che le pervade. Il loro sviluppo verticale evoca nello spettatore la maestosità degli edifici di culto medievali. Questi lavori sono esposti allo Spazio Lazzari di Treviso fino al termine di luglio.

 
Txt: Carlo Sala
Ph: Emilio Pian