Genius Group
| Hanno rivoluzionato il mondo del jeans, determinandone le nuove regole,
i gusti e lo stile. Hanno rincorso un’utopia, abbracciato la sfida
e come moderni “Icaro” hanno volato alti nel cielo, senza mai
avvicinarsi troppo al Sole, ma danzando gioiosamente attorno la sua orbita. Sono quelli del Genius Group: Adriano Goldschmied, Renzo Rosso, Claudio Buziol…Goldie, Diesel, Replay, Ten Big Boys, Bo Bo Kaminsky, Dieselito, Muscle che Mug ha voluto incontrare in esclusiva, per ricordare insieme come è nato il fenomeno jeans nel Veneto, per comprenderlo e condividerne la storia. In queste pagine raccogliamo le interviste ad Adriano Goldschmied … padre di tutto il gruppo e di Renzo Rosso deus ex machina della Diesel. La rilettura dei caratteri che hanno determinato la nascita di un comparto industriale, di un successo mondiale, di una scuola nel pensare al jeans, fatta insieme a chi quei caratteri li ha inventati, modificati, vissuti. |
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| Adriano
Goldschmied Ieri: Perché il nome “Genius Group”? Quando ho creato il nome "Genius Group" c`e` stata un po' di presunzione ed un pò di immaginazione. Io venivo da una serie di iniziative di successo ed anche se normalmente amo un basso profilo e il "backstage", con autoironia mi consideravo in quel momento parte di un ristretto numero di protagonisti "genius". Sicuramente però la motivazione principale del nome è stata la volontà di creare un terreno comune dove le persone che credevo avessero una forte potenzialità in vari settori creativi (i "genius" appunto) avessero la possibilità di lavorare insieme, di esprimersi e di raggiungere i mercati mondiali ed importanti livelli di distribuzione ed immagine. Perché è nato Genius Group? Avevo creato marchi di successo, Goldie che al tempo era sicuramente il più importante, Diesel in collaborazione con Renzo Rosso e Replay con Claudio Buziol, e parecchi altri. L’idea era però di passare ad un livello sucessivo, che era quello di creare una organizzazione che riuscisse a dare maggiore forza alle singole iniziative ma sopratutto che fosse in grado di essere un punto di riferimento per i creativi più interessanti di tutto il mondo ed un terreno in cui i loro sogni potessero diventare delle realtà. Alla base c’era la convinzione che il vero motore del business nel settore del casual sofisticato e di alto livello fosse il design. Altrettanto ero convinto che ci fossero in moltissime persone delle grandi idee che avevano solo bisogno di trovare un terreno fertile per maturare e crescere. Pensai di creare quel terreno, dando delle strutture, delle iniziative nell’area del design, del marketing e dell’immagine che fossero in grado di incanalare queste energie e trasformarle in una grande opportunità di business più nobile e motivato. Che cosa ha rappresentato e quali sono stati i suoi protagonisti? Non c`e' dubbio che il Genius Group abbia portato un forte avanzamento ed un’innovazione nel nostro settore. Sicuramente è stato una nuova maniera di intendere i rapporti tra business e creatività, di affrontare i mercati, di essere globali e di legare al nostro settore le aree creative affini come l’immagine e l’interior design. Ma forse la maggiore innovazione è stata la concezione di un "gruppo" capace di interagire con marchi e soggetti diversi mantenendone l’individualità ma nello stesso tempo sviluppandone la potenzialità. Con un po’ di presunzione devo dire che il motivo di mia maggiore soddisfazione è vedere che quello che sta succedendo oggi nel settore della moda con le grandi concentrazioni, era stato a suo tempo, pur con tutte le limitazioni del caso, prefigurato dal Genius Group. Ovviamente i protagonisti sono stati tantissimi nei vari settori di attività. Non posso dimenticare il grande supporto che mi hanno dato Renzo Rosso e il compianto Claudio Buziol. Entrambi hanno dimostrato il loro grandissimo valore nello sviluppo vertiginoso delle aziende che ho lasciato quando erano ancora ai loro primi incerti passi. La loro dedizione nel gestire le aziende ma sopratutto l’enorme supporto dato a tutte le iniziative del Genius Group è stato determinante per raggiungere il successo del gruppo. Ricorderò alcuni dei personaggi che hanno avuto maggiore influenza in quel momento. La prima sicuramente fu Franca Sozzani, certamente è stata la mia musa ispiratrice. Non c’era iniziativa, idea che non discutessi con lei. Il suo contributo ideale ebbe grandissimo peso. Fra i designers ricordo Katherine Hamnett, Betsey Johnson, Paul Harvey, Evelina Barilli, David Mantej, Enzo Fusco, Roberto Crivello, Roxane Beis. Nelle pubbliche relazioni ci furono personaggi mitici come Carla Otto e Lynne Frank e a lavorare sull’immagine persone come Bruce Weber e l`artista Tony Viramontes. Non voglio dimenticare personaggi che collaborarono alle celebrate presentazioni ed installazioni del Genius Group come Daccomo e l`artigiano Ivan. Una delle vere muse ispiratici fu sicuramente la "Venu", Venucia De Russi, la nostra modellista, dalle sue mani sono usciti i pezzi migliori ed è stata una delle migliori artefici con la sua dedizione ed il suo entusiasmo del successo del Genius Group. Sicuramente ci sono stati tanti protagonisti "minori" di quel tempo che hanno contribuito in maniera altrettanto importante. Parlo dei responsabili di produzione, di chi faceva i lavaggi, dei semplici operai. Tutti con grandissima passione sono stati dei veri protagonisti. Un capitolo importante inoltre hanno avuto i venditori. Genius Group ha creato un’intera generazione di venditori alcuni dei quali hanno creato una vera e propria scuola e grandissimi business. In che momento è nato Genius Group? Se non sbaglio alla fine del 1982. In che Area nasce ? La sede era ad Onè di Fonte, lì era la mia base di lavoro, c’erano infatti gli uffici creativi, di sviluppo del prodotto, il marketing e la direzione strategica. Diesel era Molvena, Replay a Caerano San Marco. Cosa hanno rappresentato le realtà di: Replay, Diesel, Ten Big Boys, Bobo Kamiscki, Katherine Hamnett, Goldie, Via Vai, etc.? In quel momento i marchi avevano una funzione in relazione alle categorie di prodotti oppure al segmento di mercato. In realtà non c’era paura di sovrapposizioni perché l’identità del design e del prodotto era molto forte. Sicuramente questi marchi hanno rappresentato una nuova maniera di fare business ma anche una forte innovazione nell’area del prodotto. In generale direi hanno introdotto nei negozi di alto livello, prevalentemente dedicati ai designers, una nuova area che era quella del casual sofisticato. Quello che a vent’anni di distanza oggi si chiama Premium Denim o Contemporary casual. Oggi: Che eredità ha lasciato Genius Group? Come e dove si è evoluta Genius Group? Sicuramente il Genius Group, anche se ha avuto una vita relativamente breve, ha lasciato una grande eredità ideale. In primo luogo è stato una specie di palestra in cui si è formata un’intera generazione di designers, tecnici, addetti alle pubbliche relazioni e marketing. Molti di loro hanno avuto delle carriere molto brillanti e certamente hanno portato con loro l’eredità ideale del Genius Group. In particolare le aziende che ne hanno fatto parte direttamente come Diesel e Replay hanno avuto la possibilità di sviluppare ed evolvere successivamente le esperienze di allora. Renzo Rosso con Diesel ed in particolare con quanto sta facendo alla Staff, è quello che a mio avviso ha colto e sviluppato al meglio il concetto da cui è nato il Genius Group. Che momento vivono i protagonisti Adriano Goldschmied e Renzo Rosso? Le nostre esperienze successive sono state completamente diverse. Renzo e' quello che a mio avviso ha proseguito al meglio la strada indicata dal Genius Group. Infatti oltre a portare il marchio Diesel a livelli a quel tempo inimmaginabili è stato capace non solo in termini ideali ma concreti di realizzare il concetto di creare una casa capace di sviluppare a tutti i livelli multipli concetti di design. Per quanto mi riguarda ho preso una strada diametralmente opposta. Invece di lavorare sui grandi scenari mi sono proposto di lavorare su un progetto soltanto e di essere estremamente focalizzato. Il marchio GoldSign, su cui sto attualmente lavorando, è un po' la rappresentazione di tutto questo. Invece di usare il cannocchiale, preferisco usare il microscopio....cerco infatti di disegnare un prodotto al massimo della qualità, impiego tutto il tempo che è necessario per arrivarci e passo a quello successivo solo quando sono totalmente convinto del precedente. Invece di pensare ai grandi spazi che il Genius Group delineava penso piuttosto alla perfezione del "piccolo". Ho la convinzione che solo la "perfezione" possa alla lunga creare un progetto che lasci il segno. Certo il mondo di allora mi ispira ancora. La ricerca dell’innovazione, la qualità, l’apertura mentale in ogni settore, la distribuzione globale a livelli molto alti sono certamente al centro della mia attività e provengono direttamente da quanto avevo sviluppato allora. Quale momento vive invece il distretto dove è nata Genius Group? Vivendo da tempo a Los Angeles ovviamente mi sfugge come sia quella realtà oggi. E’ certo che il Genius Group a suo tempo ha avuto un impatto molto importante nel nostro distretto. Non c’è dubbio che la nostra area è stata, e spero lo sia ancora, l’area leader per i prodotti di qualità, per la ricerca e lo sviluppo di nuove idee. Il Genius Group a suo tempo ha favorito lo sviluppo di nuovi marchi, laboratori, di centri di design, di stamperie, di lavanderie e finissaggi, di studi di grafica ed immagine ed infinite altre attività. Sono state queste aziende e queste iniziative che hanno portato questo distretto ad una leadership riconosciuta in tutto il mondo. L’unica mia preoccupazione é che questo è un lavoro che non si ferma mai ed una posizione acquisita non lo è mai per molto. E’ come un fuoco che ha bisogno di essere continuamente alimentato. Mi auguro che ci sia questa consapevolezza e quest’impegno. Domani: A cosa guardano le realtà attuali dei protagonisti di Genius Group? La Replay ha sicuramente il compito più difficile. E' ovvio che la scomparsa di Claudio ha lasciato un vuoto enorme. Negli anni recenti era riuscito a creare le condizioni per un grande rilancio del marchio ed ha lasciato sicuramente una precisa direzione da seguire. Penso inoltre che sia riuscito anche nell’impresa più difficile che è quella di creare un gruppo capace di proseguire il suo lavoro. Renzo è quello che più di ogni altro ha le idee e la visione giusta per fare diventare il suo gruppo uno dei leader indiscussi a livello mondiale nel settore del casual e del lusso. E’ lui che sicuramente sta facendo diventare realtà il sogno del Genius Group. A chi è rivolta la loro attenzione? Se la domanda è verso quale settore di mercato, la risposta è molto semplice. Non mi sembra che ci siano cambiamenti rispetto alla strada a suo tempo indicata dal Genius Group. E’ il settore alto del mercato, quello più sensibile ai cambiamenti, quello che dà il segno e la direzione. Quali altri distretti potrebbero essere protagonisti? L’esperienza che sto vivendo a Los Angeles e' estremamente significativa. Forse è una delle cose di cui sono più fiero. Quest’area è in grandissimo fermento. E’ il terreno ideale per la nascita di nuove idee, di nuovi marchi, di nuove attività creative e produttive. Ho la sensazione di aver portato un seme che ha trovato un terreno fertilissimo ed oggi a distanza di pochi anni il "made in LA" sta sbaragliando i mercati mondiali. Quel seme è sicuramente il Genius Group!! |
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