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Gioielli, scarpe, addobbi vari, erano con noi ad una festa, per strada,
ad un funerale, ovunque e poi non sono più, senza lasciare una bava di
rimpianto, perché altre "cose" occhieggiano languide oltre le vetrine e
la moda incalza. "Vanitas" in Lorenzo Lotto è un petalo di rosa finito
e inerte, altrove è un teschio che ammonisce, nella penombra deprecando
frivolezza. Da sempre la vanità è la virtù sospetta, rea di narcisismo
e in odore di caducità... ma che brividi di euforia e di compiacimento,
che brevi gioie lancinanti per un orecchino, una cravatta, una scarpa
insolente. |
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