Roberto Fontana
| Il corpo nella contemporaneità si è ormai trasformato in un fonema ricco di suoni ma privo di senso, ossia di quella verità,seppur contingente,che lo determina in quanto esistente. D'altronde, come insegnava il mistico persiano Sharani, sono scomparse le verità delle cose e sono rimasti i loro nomi. Nella neosecentesca pittura di Roberto Fontana il corpo è effigiato in un lento movimento dissolvente che lo conduce verso quella putrescenza che infine lo nullifica. Infatti, la dispersione del tutto nell'infida molteplicità quotidiana spalanca le porte al tragico confronto con la morte in quanto non essere. La superficie del corpo è il luogo di un conflitto dialettico che lo supera, lo oltrepassa, creando il passato attraverso l’attualizzazione di ciò che diviene, senza poter cogliere l'essenza di ciò che è… |
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Il corpo putrescente è il movimento della vita che procede inesorabilmente verso quel mutamento ontologico che avrà senso unicamente nella staticità della morte. Anche la morte partecipa del movimento della vita, prima di raggiungere lo stato di quiete. Essa ha sempre accompagnato il corpo fin dalla sua nascita ed è sempre stata brutalmente emarginata dalla cosmesi dell'illusione vitalistica. Per cogliere l'infinito senso del tutto bisognerebbe fuggire dal flusso del divenire che la brutale caduta nel tempo ha provocato all'intera umanità, altrimenti il linguaggio del corpo si rivela privo di quel referente archetipico che diviene il significante del suo significato.
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