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The History of: The Harrington Jacket
"Un’icona di stile non ha paura del tempo!"
Esistono degli indumenti nella storia dell’abbigliamento che più di altri hanno saputo e sanno rappresentare lo stile delle persone che li indossano. Il Baracuta è uno di questi.
Nel 1937 nel nord dell’Inghilterra, a Manchester, John e Isaac Miller crearono questa giacca corta dalle maniche “raglan”, il colletto chiuso da bottoni, i polsini elasticizzati e le tasche dalla patelle tipicamente abbottonate; ci volle meno di un anno perché questi due fratelli, presso il Castello di Beaufort, al cospetto del XXIV° Lord Lovat capo del clan Fraser, ottenessero il permesso di utilizzare quell’inconfondibile tartan rosso per foderare il mitico modello G9.
Decennio dopo decennio il Baracuta ha saputo “interpretare” la personalità di coloro che l’hanno reso celebre, divenendone esso stesso l’icona: Elvis Presley prima, in “King Creole” (Ita. La via del Male), Steve Mc Queen poi, sulla copertina di Life e infine Frank Sinatra in “Assault on a Queen” ( Ita. U 112 Assalto Al Queen Mary) sono solo alcuni dei personaggi che più hanno contribuito alla notorietà di questa giacca.
Indumento che non poteva mancare nel guardaroba dei Mods, giovani seguaci del “Modernismo” che alla fine degli anni ‘50 esaltarono in maniera esasperata la ricercatezza dello stile individuale, in senso estetico e comportamentale, e scelsero la cura del proprio look come maniera di distinguersi, perseguendo coerenza ed eleganza.
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Photo courtesy of BMB Clothing Ltd.
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John Simons, proprietario del mitico Ivy Shop di Richmond, che negli anni Sessanta seppe vestire gran parte di loro a Londra, è stato sicuramente una delle figure che più hanno contribuito alla diffusione del Baracuta.
Oltre ad aver eletto questo capo ad icona di “American Cool” egli cominciò a chiamarlo affettuosamente “Harrington”, in onore di Rodney Harrington, celebre personaggio della serie televisiva Payton Place che era solito indossarlo: un appellattivo valido ancora oggi per tutte le giacche ispirate a questo stile.
Cominciava allora una nuova era, quella del “casual”.
E solo qualche anno più tardi, dopo essersi fatto conoscere oltre Manica ed oltre Oceano, il Baracuta tornerà nuovamente sulle spalle dei membri di gruppi giovanili londinesi come i Punk e i revivalisti dello Ska: da quel momento, uno dopo l’altro, saranno svariati i marchi di abbigliamento di gusto britannico o ispirati all’Ivy League americana che proporranno un’interpretazione dell’Harrington o che manterranno nella confezione dei loro modelli molte delle caratteristiche originali.
Nel 1981 i Clash a Times Square hanno indossato per il loro concerto una versione personalizzata di questa giacca e da allora non è trascorso giorno senza che qualcuno non abbia riconosciuto nel Baracuta l’icona del proprio look e di un indiscutibile stile.
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Per comprendere fino in fondo quali siano gli
elementi che compongono dal punto di vista tecnico il Baracuta e da che
cosa derivi la sua capacità di contaminare svariati modelli di giacca
corta proposti sul mercato contemporaneo dell’abbigliamento maschile,
bisogna analizzare da vicino i dettagli che contraddistinguono lo
storico G9: particolari che grazie alla loro perfetta combinazione sono
stati in grado di determinare quello che possiamo definire uno stile
unico e ineguagliabile.
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Le maniche sono storicamente “raglan” ovvero vengono cucite radialmente rispetto alla base del collo: il taglio della manica si estende infatti in maniera radiale da sotto l’ascella fino alla base del colletto, garantendo un’ottima mobilità delle braccia e del corpo oltre ad una vestibilità molto comoda.
Questa giacca corta presenta una banda elasticizzata all’altezza del giro-vita, a chiudere l’estremità inferiore che come i polsini, anch’essi elasticizzati, è sempre rigorosamente dello stesso colore del capo.
All’altezza delle scapole presenta una curiosa cucitura chiamata ad “umbrella” che assicurando le due parti di tessuto che compongono la schiena solo in prossimità delle punte, permette una maggiore areazione.
Il tessuto esterno è un popeline “compattissimo” 100% cotone
da sempre proposto in un gran numero di varianti colore mentre la
fodera interna, non presente nelle maniche, è costituita da un
particolare tipo di tartan di dominante rossa.
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Le due tasche anteriori, simmetriche una rispetto all’altra,
sono contraddistinte dalla chiusura verso l’interno delle loro patelle,
entrambe abbottonabili grazie ad un bottone del medesimo tipo di quelli
posti sul colletto.
Il colletto piuttosto corto e composto si chiude
tramite due bottoni affiancati, entrambi tono su tono, mentre la
chiusura della giacca è garantita da una cerniera.
Dobbiamo infatti l’utilizzo di questo rinomatissimo tessuto
al ramo Lovat del Clan Scozzese dei Fraser: fu proprio il
Ventiquattresimo Lord Lovat, nel 1938, ad accordare ai fratelli Miller
la possibilità di utilizzare questo tessuto, da sempre e tuttoggi
simbolo di questa nobile famiglia e ormai indissolubilmente legato
anche a queste mitiche giacche.
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BARACUTA
Il Baracuta è in assoluto uno dei maggiori contributi britannici alla storia dell’abbigliamento maschile nonché un prodotto da sempre orgogliosamente “Made In England”. Nel corso degli anni l’azienda ha rivolto particolare attenzione oltre al mercato inglese anche a quello americano, canadese e giapponese; più recente è invece il coinvolgimento dei paesi europei ed in particolare del mercato italiano, sul quale è già presente con i modelli G9 e G10.
Entrambe le versioni di quest’iconica giacca, ancora oggi realizzate interamente in Inghilterra, vengono proposte da Baracuta in 14 varianti colore “solid” e 6 “check” (tipico motivo a “scacchi”, disponibile in modulo grande che piccolo) mentre si guarda già a nuove tipologie di prodotto che affondano le loro radici nella storia del marchio, come le "sports jackets" o la maglieria Shetland "supersoft" ad esempio.
Oltre ad aver proposto anche per il pubblico femminile il Baracuta, nei medesimi modelli e colori, l’azienda ha rivisitato la vestibilità originale del capo, “asciugandone” la linea e offrendo una giacca dotata di una vestibilità che potremmo indiscutibilmente definire “short slim fit”.
Mentre il modello G9 mantiene sia la manica raglan che la cucitura ad “ombrello” sulla schiena, il modello G10 propone invece una manica dalla cucitura a “giro” e vede la scomparsa della stessa Umbrella.
Diverse collaborazioni caratterizzano poi la più recente offerta del marchio che ha coinvolto per queste autentiche “special edition” alcune tra le più affermate realtà della moda britannica e internazionale: dal G9 versione Stüssy ai tre modelli Kent & Curwen e l’esclusivo “camou” proposto da Griffin.
Per celebrare il Settantesimo Anniversario del marchio vengono infine editati, in tiratura limitata, tre modelli G9 che al loro interno portano le frasi più celebri degli interpreti storici dello stile Baracuta: Elvis Presley, Steve Mc Queen e Frank Sinatra.
www.baracuta-g9.com
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REFRIGIWEAR
La versatilità di Refrigiwear trova fondamento in un’azienda a conduzione familiare che ha saputo trasformare un capo di nylon industriale idrorepellente, antivento e antigelo in un compagno ideale per sfide quotidiane al freddo, nel lavoro e nel tempo libero.
Dalla nascita a New York nel 1954 al 2006, anno in cui è stato premiato come marchio emergente cresciuto più velocemente, la strada di Refrigiwear è fatta tutta di test di resistenza a -50° F e missioni tra i ghiacci: il miglior “pedigree” tecnico per capi di grande successo anche sul mercato europeo dove sono approdati solo negli anni 90.
Il modello G021, realizzato in 100% Nylon Rain Proof traspirante, presenta tutti gli elementi caratteristici della produzione Reefrigiwear.
Polsini e Waist Band elasticizzati, come zip e colletto foderato in microfibra, sono tipicamente in contrasto.
Sul pettorale sinistro non manca la tasca Refrigiwear, dotata del celebre logo e del tipico copritasca di colore nero, abbottonabile e rivettato in due punti.
L’interno della giacca è foderato in Coolmax ® nero, mash traspirante fornito in esclusiva da DuPont. Sotto ad entrambe le maniche scorgiamo una piccola presa per la traspirazione, foderata mash.
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VOLCOM
Erano i primissimi ’90 quando nasceva Volcom, anni di Nirvana e Pearl Jam, di un’America in recessione, di Guerra nel Golfo e di guerriglia per le strade di Los Angeles: dalla voglia di due snowboarder, Richard Woolcott e Tucker Hall di vivere a pieno la propria passione sportiva e lo spirito creativo di una Youth “Against Establishment”.
La creatività è uno dei punti cardine di questo marchio che promuove la libera espressione di giovani artisti con una serie di t-shirt, le Featured Artist Tees, ed ampie gallery sul proprio sito internet. Oltre a video, musica, film e documentari indie autoprodotti. Giusto perché il messaggio resti vivo.
Volcom ha saputo interpretare “personalmente” molti degli elementi distintivi dell’Harrington. Questa versione, che risponde al nome di Birmingham Padding Jacket, dalla vestibilità asciutta, non presenta al suo interno il tipico tartan ma lascia intravedere una fodera nera, trapuntata a rombi.
Il colletto con delle discrete cuciture a vista, leggermente più alto che nel Baracuta, mantiene la classica doppia abbottonatura. Mentre polsini e banda elasticizzata sul giro-vita, in tinta con il tessuto della giacca, sono caratterizzati da delle costine piuttosto larghe.
Le tasche frontali e simmetriche sono prive di patelle e bottoni per garantire massima praticità di utilizzo. Sulla schiena, all’altezza delle scapole, l’umbrella lascia spazio alla tipica cucitura Volcom, segno distintivo del marchio presente anche su altri capi, particolarmente riconoscibile nel denim.
www.volcom.com
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RICHLU
QRichlu è un marchio canadese che dal 1939 produce capi dal disegno inconfondibile: dai primi pantaloni da lavoro creati da Abraham Rich fino al Hydro Parka, capospalla di riferimento. Praticità indistruttibile e resistenza alle basse temperature sono le caratteristiche funzionali della giacca nata nel ‘40 per gli addetti alla manutenzione dei pali della luce.
Il successo è tale che già negli anni Sessanta ne viene proposta una versione donna ed una bambino; ma dovremo attendere circa trent’anni perché questo marchio venga riscoperto dai giovani canadesi e nord americani che ne hanno fatto un must oggi apprezzato in tutto il mondo. Per chi vive la quotidianità intensamente e ricerca il giusto comfort.
Questo G527 in 100% cotone mantiene tutte le caratteristiche genetiche di Richlu:
le doppie tasche (quella superiore nata in origine come “scaldamani”) disegnate diagonalmente dalle celebri tre borchie; le tipiche chiusure abbottonate a “flap” che a seconda delle esigenze possono essere alternate alla zip e garantiscono, in caso di necessità, un’ottimale aderenza al corpo del colletto e delle estremità inferiori della giacca. Infine le cuciture rigorosamente triple, come nella migliore tradizione workwear.
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