The Polo Shirt


The History of: The Polo Shirt 

L'origine di questo particolare capo si deve tanto a un gioco antico ed esclusivo come il Polo quanto ad uno sport elegante come il Tennis; dovremo rivolgerci ad entrambi infatti per poter comprendere i diversi momenti dell'evoluzione della polo e giungere alla sua attuale definizione.

Dall'antica Persia fino al "Pulu" tibetano (tipica palla di legno) la pratica continua di questo gioco ha appassionato le più diverse popolazioni e ben presto ha trovato svariati estimatori tra le fila delle colonie britanniche in India.

Largamente praticato proprio durante il periodo vittoriano il Polo venne ufficialmente inserito tra gli sport nazionali inglesi e la sua rapida diffusione portò allo sviluppo di un abbigliamento dedicato ai suoi giocatori; in principio , dunque , sopra ai classici calzoni di flanella bianca, sotto ai maglioni, venne adottata una maglia di colore bianco dal collo diritto; poi per i giocatori a cavallo si poneva la necessità di abbottonare il colletto alle maglie, per evitare che fastidiosamente questo finisse sul loro volto.

E per decine di anni questa maglia dalle maniche lunghe, con il colletto ripiegato verso il basso, caratteristicamente abbottonata per una spanna, in senso verticale dal collo in giù, fu l'uniforme delle sfide sui campi del Richmond Park e di Hurlingham.

Quando durante il primo trentennio del secolo scorso ai giocatori di Tennis veniva ancora richiesto di indossare maglie a maniche lunga e cravatte, il pluricampione René Lacoste introduceva l'utilizzo di queste maglie bianche da P olo, nella versione a manica corta.

 
T-shirt Polo Lacoste
 

La maglietta infatti, nel disegno originale dello stesso Lacoste ( vedi foto), si presentava in piqué bianco, con un piccolo colletto a coste, ripiegato e con le maniche corte anch'esse bordate a coste; mostrava, già al primo sguardo, l'introduzione di un accorgimento assolutamente innovativo, aveva questa maglia infatti il lato posteriore appena più lungo di quello anteriore per permetterle di rimanere ben rimboccata nei pantaloni, anche nei movimenti più ampi e bruschi. "Le Crocodile", tale era soprannominato René Lacoste dai giornalisti, per la sua tenacia sui campi da T ennis nel non mollare mai la preda, fu la scelta del ricamo da inserire come logo su queste confortevoli maglie, al momento della loro produzione industriale nel 1933.

Pochi anni più tardi, il primo inglese a vincere il torneo di singolo a Wimbledon, Fred Perry in società con l'ex-calciatore austriaco Tibby Wegner , cominciava la produzione delle tipiche magliette con la coroncina d'alloro ricamata sul petto.   Le Fred Perry in breve verranno indossate tanto dai campioni di tennis sui campi da gioco quanto dai personaggi del cinema, dello spettacolo e del mondo politico inglese ed americano.


In pochi anni questo capo uscito dai campi da gioco, non solo del T ennis e del Polo, si evolve in uniforme sportiva anche di altri discipline, quali il rugby ad esempio , ed arriva negli anni sessanta a vestire gli stessi Mods per le strade londinesi.

E mentre Sergio Tacchini introduce i colori nella produzione mondiale dell'abbigliamento tennistico, lo stilista americano Ralph Lauren individua come sinonimo di classe e aristocraticità intrinseca il simbolo del Polo, il giocatore a cavallo, e oltre a dare il nome di questo sport al suo prodotto, lo sceglie come logo da apporre sulle sue P olo-shirt e su tutti i capi della sua linea.

Il successo di un capo come la p olo, cominciato molti anni fa, non ha conosciuto finora sensibili inversioni di tendenza e non accenna minimamente ad esaurirsi quanto piuttosto esso fa assurgere ogni giorno di più questa, che ha dimostrato di essere molto di più di una maglietta, a icona di stile, eleganza e sportività a qualsiasi livello.
 

LACOSTE

Ancora oggi Lacoste produce queste polo rigorosamente in co t one piqué, un tessuto che deve la sua popolarità all'enorme successo di queste maglie; esse mantengono, anche nella versione a manica lunga, la tipica caratteristica del colletto a coste, e vengono proposte in un'ampissima gamma di colori. Immancabile ovviamente, sul pettorale sinistro, il "coccodrillo" ricamato.

Dopo la reinterpretazione dei Levi's jeans e dei parka Monclèr il marchio Junya Watanabe Comme des Garçons Man intraprende l'iconica collaborazione con Lacoste; lo stilista giapponese questa volta ha letteralmente de-costruito e ri-elaborato le classiche polo francesi, ridotto delle extra-lacoste in taglie medie lavorando con inserti in poliestere, pince e rimodellandone lo stesso tessuto fino a variarne la posizione del logo.

www.lacoste.com  

  Lacoste Shirt polo in cotone piquet
 
Polo Fred Perry  

FRED PERRY

Fatta di maglia di cotone piqué lavorato a nido d'ape, la classica polo Fred Perry ha due righe sul colletto e sulle maniche a coste e, sulla parte sinistra del petto, il logo con il serto di alloro ricamato (simbolo del campione di tennis britannico). Una delle preferite dei Mods, la maglietta è anche diventata un'icona della cultura popolare b ritannica, dando vita a un rapporto unico tra l'abbigliamento sportivo e di strada.

Mentre la già nota partnership tra Fred Perry e Comme des Garçons vede addirittura un'espansione della linea che spazierà dagli accessori alle borse , fino alle scarpe, viene introdotta l'operazione "Blank Canvas": l'azienda inglese ha infatti eccezionalmente invitato alcuni talentosi designer a combinare il loro stile creativo con il "classico" modello p olo.

Per questa prima collaborazione Paul e Vinti Andrews, hanno applicato (è proprio il caso di dirlo) la loro particolare tecnica di stampa sulle polo Slim Fit in cotone piqué di Fred Perry.

www.fredperry.com  

 

JOHN SMEDLEY

John Smedley, le cui origini risalgono alla fine del XVIII secolo, è l'esempio classico di maglieria inglese di lusso. La polo Smedley, con 30 di finezza, è una ottima maglia ultraleggera che raramente altri producono. Una volta fatti, il corpo e le maniche della maglia vengono accuratamente assemblati a mano con cuciture impeccabili.

Senza contare le trentacinque operazioni richieste per la finitura di questi capi di maglieria, un indumento John Smedley consta di circa 1 . 206 . 000 punti. Prodotta in Nuova Zelanda da allevatori specializzati sui pascoli montani della parte meridionale del paese, la lana merino è naturalmente morbida, ricca e calda; e ha l'ulteriore vantaggio di poter esser lavata a macchina.

www.johnsmedley.com  

  John Smedley
 
Polo Sergio Tacchini  

SERGIO TACCHINI

La polo classica del marchio di abbigliamento sportivo Sergio Tacchini è di puro cotone, ha il colletto a coste con due strisce, due bottoni personalizzati sull'apertura davanti, il logo ricamato sulla parte sinistra del petto e i polsi elasticizzati sulle maniche lunghe.

All'alba dei suoi 40 anni il marchio propone con Authentics la fedele riproduzione delle felpe e delle polo indossate da campioni di tennis come Mc Enroe, Connors, etc. durante le indimenticabili sfide degli anni 70 e 80 nei tornei più prestigiosi: campiture nitide di colore, precise, delimitate dalle tipiche due righe di Sergio Tacchini. Un percorso cominciato sulla terra rossa, compiuto al fianco dei più grandi interpreti della storia dello sport, che ha interessato negli anni moltissime discipline: dallo sci al golf, dal tennis alla vela.

www.sergiotacchini.com  

 

ROBE DI KAPPA

Simbolo del casualwear, dell'unisex e del vestire in libertà durante gli anni 70, nelle campagne di Toscani, la p olo Robe di Kappa non ha mai smesso di essere in piqué: maglie dalla vestibilità classica, linee stretch per la donna e modelli ormai divenuti storici, di ispirazione rugbistica, in heavy jersey con tanto di righe, bottoni in gomma, collo e finta in gabardine e spacchetti laterali.

E proprio nell'ambito della produzione di abbigliamento sportivo, alla classica polo di uso "rugbistico" Robe di Kappa affianca la "Kombat Rugby" adottata dalla stessa nazionale italiana. Una maglia derivata direttamente dalla popolarissima Kombat da calcio, che abbandona definitivamente le caratteristiche della polo, adottando dettagli di elevatissimo livello tecnico; realizzata in una particolare combinazione di fibre e progettata sulla struttura della massa muscolare, la Kombat presenta addirittura delle strisce siliconiche sulla zona pettorale e addominale per aumentare la presa del pallone.

www.kappastore.com  

  Polo Robe di Kappa