Sognare

Yoko Ono è certamente una delle personalità più importanti della cultura contemporanea. Artista eclettica è stata tra gli aderenti del movimento Fluxus negli anni Sessanta e di quello straordinario fermento artistico  e sociale che ha pervaso quelle generazioni.
Ora la Ono è protagonista di una mostra personale (fino al 7 gennaio 2008) presso il Museo di Santa Caterina a Treviso intitolata sognare.
La rassegna, promossa dal Comune di Treviso, dall’Associazione Culturale Lazzari e dell’Archivio Bonotto, propone un percorso articolato e ricco di spunti. Si possono cogliere gli aspetti che meglio caratterizzano la forza creativa dell’autrice americana. 

 
Yoko Ono
 
Un forte dialogo con il contesto museale che si nota in molti lavori come ad esempio nel Blue Room Event, realizzato da Yoko Ono durante il suo soggiorno a Treviso. Una serie di suggestive scritte apposte sui muri del chiostro del museo dal forte valore concettuale. Frasi che recano indicazioni impossibili sul piano fisico, ma che vanno costruite nella mente di ogni persona che si rapporta con esse. Molti i momenti di interazione, ad esempio la nuova versione del My mummy was very beautiful, in cui ogni visitatore è invitato ad apporre la foto della propria madre. Oppure lo storico lavoro Wish Tree, un’opera che per sensibilità e riflessione sembra essere a cavallo tra Occidente e Oriente. Le persone possono scrivere i loro desideri più profondi e appenderli nei rami degli alberi.
 
Yoko Ono
 

A chiudere la mostra la suggestiva versione marmorea di Play It By Trust. Una grande scacchiera, imponente limpida e pura. Le caselle ed i pedoni del medesimo colore, il bianco. Il nero è scomparso, creando un sovvertimento delle regole del gioco per una partita virtualmente infinita. Questo è metafora di un rapporto che può essere di relazione e non necessariamente uno scontro.
Una mostra ricca di valori e messaggi lanciati da un’artista dalla forte personalità. L’autrice pone molto spunti su cui riflettere, ci invita a confrontarci con i vari lavori, per non essere semplici visitatori, ma parte attiva di un grande processo creativo.

 

Txt Carlo Sala

Ph Michele Mibelli