Sognare | Mug Magazine | Fashion, Design, Lifestyle and more...
1319
post-template-default,single,single-post,postid-1319,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-3.2.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Sognare

IMG_1916Yoko Ono è certamente una delle personalità più importanti della cultura contemporanea. Artista eclettica è stata tra gli aderenti del movimento Fluxus negli anni Sessanta e di quello straordinario fermento artistico  e sociale che ha pervaso quelle generazioni. Ora la Ono è protagonista di una mostra personale (fino al 7 gennaio 2008) presso il Museo di Santa Caterina a Treviso intitolata sognare. La rassegna, promossa dal Comune di Treviso, dall’Associazione Culturale Lazzari e dell’Archivio Bonotto, propone un percorso articolato e ricco di spunti. Si possono cogliere gli aspetti che meglio caratterizzano la forza creativa dell’autrice americana. Un forte dialogo con il contesto museale che si nota in molti lavori come ad esempio nel Blue Room Event, realizzato da Yoko Ono durante il suo soggiorno a Treviso. Una serie di suggestive scritte apposte sui muri del chiostro del museo dal forte valore concettuale. Frasi che recano indicazioni impossibili sul piano fisico, ma che vanno costruite nella mente di ogni persona che si rapporta con esse. Molti i momenti di interazione, ad esempio la nuova versione del My mummy was very beautiful, in cui ogni visitatore è invitato ad apporre la foto della propria madre. Oppure lo storico lavoro Wish Tree, un’opera che per sensibilità e riflessione sembra essere a cavallo tra Occidente e Oriente. Le persone possono scrivere i loro desideri più profondi e appenderli nei rami degli alberi.A chiudere la mostra la suggestiva versione marmorea di Play It By Trust. Una grande scacchiera, imponente limpida e pura. Le caselle ed i pedoni del medesimo colore, il bianco. Il nero è scomparso, creando un sovvertimento delle regole del gioco per una partita virtualmente infinita. Questo è metafora di un rapporto che può essere di relazione e non necessariamente uno scontro. Una mostra ricca di valori e messaggi lanciati da un’artista dalla forte personalità. L’autrice pone molto spunti su cui riflettere, ci invita a confrontarci con i vari lavori, per non essere semplici visitatori, ma parte attiva di un grande processo creativo.

Yoko Ono is no doubt one of the most outstanding figures in contemporary culture. An eclectic artist, in the ‘60s she joined the movement Fluxus  and shared the social and artistic engagement of those days’ generations. Yoko Ono is now the protagonist of ‘Sognare’, a personal exhibition at Treviso Santa Caterina Museum, open till January 7, 2008. Sponsored by Comune di Treviso, Lazzari Cultural Association and Archivio Bonotto, the exhibition offers a rich and varied selection of her works and underscores the features that illustrate at best the American artist’s creative power. A heartfelt attempt to start a dialogue with the Museum’s framework is the motif underlying works like ‘Blue Room Event’, which Yoko Ono created during her stay in Treviso. A set of extremely suggestive captions, hanging on the walls of the Museum’s cloister, convey highly conceptual values in sentences containing  instructions that cannot be physically carried out, but are meant to be materialised in the mind of  readers.
With the new version of ‘My Mummy Was Very Beautiful’ the artist offers viewers an opportunity to interact with the work of art by asking them to leave a photo of their mother. The historically relevant ‘Wish Tree’ is a work in which the combination of sensibility and thought seems to bridge the Western and the Eastern World. In this case people are asked to write their deepest wishes on slips of paper and hang them on a tree’s branches. The exhibition ends with the suggestive marble version of ‘Play It by Trust’, in which a large, imposing, bright and pure chessboard has both marble squares and pawns in the same shade of white. Black has disappeared, and, as a consequence, the rules of the game appear subverted, the game itself, virtually endless, is the metaphor of an encounter leading to a meaningful relationship rather than to a conflicting one.
The artist’s strong personality conveys a world of values and messages through an exhibition meant to give visitors clues for reflection, to invite them to establish a relationship with the works on display, and to actively take part in a great creative event rather than be merely spectators.