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The Down Jacket

“Tende da campeggio, Sacchi a pelo, Abiti Sportivi” recita una campagna pubblicitaria di Moncler del 1952. Ed è proprio nel mondo dell’abbigliamento sportivo che un’indagine sull’origine e la storia del “piumino” si deve addentrare. È opinione diffusa che tutto sia cominciato con Moncler ma non è a questa prestigiosa azienda che dobbiamo propriamente l’invenzione di questo capo. A Moncler si deve piuttosto riconoscere il contributo più significativo nell’evoluzione di questa giacca in piuma d’oca. Nella storia dell’Alpinismo vi è un uomo infatti, che oltre ad essere ricordato per la prima spedizione sull’Everest (1922) con speciali maschere ad ossigeno, è noto per aver scritto una delle più importanti pagine della storia dell’abbigliamento sportivo: George Ingle Finch. A questo chimico e alpinista di origina australiana si deve l’invenzione della prima giacca “riempita” (passateci l’espressione) di piume d’oca. Il modello che Finch per primo utilizza (foto) durante le sue escursioni è ben distante dalla nostra idea di piumino, tanto che per la sua goffaggine, lo scalatore merita a lungo lo scherno dei colleghi. La capacità di movimento inizialmente deve essere sembrata ridotta a coloro che sceglievano di utilizzare queste giacche ma il vantaggio derivante dall’innata leggerezza dell’imbottitura e l’altissima capacità termica trasformano presto il piumino in un capo imprescindibile da tutte le attività alpinistiche. La sua produzione iniziale, nel periodo compreso tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, viene sviluppata principalmente in Canada. Nel 1954, a Monestier de Clermont, non lontano da Grenoble, René Ramillon decide di fornire i suoi dipendenti di pesanti giacche imbottite di piuma, per permettere loro di affrontare meglio il lavoro durante i rigidi mesi invernali. Questi ultimi, ricorderà la figlia Annie Charlon ripensando a quegli anni, impegnati sotto il marchio Moncler nella produzione di tende e sacchi a pelo, più che delle giacche sembrava indossassero delle “scatole”. Al suo ritorno dal Canada, il primo a richiedere questi giubbotti in piuma a Ramillon sarà Lyonel Terray; alpinista, celebre per la sua scalata dell’Himalaya, che provandoli e sollecitandone modifiche e migliorie nella confezione, si trasformerà presto in consulente tecnico e coordinatore di un’intera linea di giacche Moncler dedicate all’alpinismo. Nel ’54 la stessa spedizione italiana sul Karakorum sarà equipaggiata dall’azienda, che rifornirà, l’anno successivo, anche la spedizione francese sul Makalu. Una storia cominciata migliaia di chilometri distante dai luoghi della moda che rapidamente ha saputo trasformare gli iniziali limiti formali del piumino nei suoi tratti distintivi più affascinanti: mantenimento della temperatura corporea, senso di protezione e leggerezza sono solo alcune delle peculiari caratteristiche che hanno permesso a questa giacca di diventare una delle più intramontabili icone dello sportswear. E mentre la pratica degli sport invernali conquista sempre più persone, svariate aziende, dedite alla produzione di abbigliamento e attrezzature sportive, introducono questo capo nelle loro collezioni. Nonostante il suo maggiore volume quello che esso è in grado di offrire non è solamente isolamento dalle basse temperature ma anche una grande praticità: qualsiasi giacca e cappotto fin lì impiegato per lo sport, più che agevolare aveva impedito i movimenti. Grazie alla morbidezza, alla leggerezza del suo materiale interno, la piuma e ad un’indiscutibile flessibilità, il piumino rompe un binomio fin lì imprescindibile: non è più necessario vestirsi “pesante” per sentirsi al riparo dal freddo. Prima di vedere uscire il piumino dalla sua dimensione “tecnica” per contaminare lo stile “urbano” dell’abbigliamento dovremo attendere la fine degli anni ’70. A contribuire a quest’inedita diffusione saranno da un lato la volontà delle aziende di proporre un capo sportivo più sottile (comunque adatto alle basse temperature) e dunque più probabile per un utilizzo quotidiano e dall’altro l’intuizione delle giornaliste di Elle, per un noto servizio fotografico, di esaltare il desiderio comune di un utilizzo “cittadino” del piumino. A quel punto è la strada, che già aveva segnato le differenze fra stili e costumi sociali delle persone, a reinventare l’utilizzo di questo capo “da montagna”. Gli anni ’80 trascinano questa giacca, da sempre distante dall’attenzione di riviste di moda e mezzi televisivi, al centro di un fenomeno sociale senza uguali: i Paninari. E prima ancora che si cominciasse a parlare di Street Style, le piazze si riempiono di giovani portatori di un’estetica legata a marchi e modelli precisi (quelli che loro stessi avrebbero definito i più “giusti). Un movimento capace di un’inaspettata quanto insolita visibilità mediatica e al contempo di restare, nell’immaginario collettivo attuale, indissolubilmente legato ad alcuni capi d’abbigliamento come il piumino. Anche se già alla fine del 1988 questo movimento giovanile si spegne, sostituito da una serie di sottoculture che riflettono tutte la conclusione di un decennio vissuto all’insegna dell’ottimismo, il passo è stato fatto: le porte dello sportswear sono state abbattute e questa giacca è divenuta ormai un capo versatile, capace di stuzzicare la fantasia creativa degli stilisti ma anche di rientrare tra le eleganti proposte di numerose Maison di moda.

One of Moncler’s ads dating from 1952 reads: ‘Camping tents, sleeping bags, sportswear’. Sportswear, that’s the world we must explore in depth, to research on the origins and the history of the down jacket. It is commonly believed that the down jacket was first created by Moncler, but the renowned French firm, far from deserving our praise for the invention of the sports item, must instead be credited with the great contribution they made to its evolution. George Ingle Finch, an Australian chemical engineer and a climber, deserved recording in the history of Alpinism both because he took part in the first expedition to Mount Everest (1922) equipped with special oxygen masks, and because he had an important role in the history of sportswear, as the inventor of the first jacket padded with goose down. Far from embodying our ideal of down jacket, the model that Finch first wore on his expeditions ( see photo) made him so clumsy that he was the target of his colleagues’ jeers. At first, climbers who chose to wear the garment must have felt it hindered their movements, but the advantages afforded by the natural lightness of the padding and its high warming potential soon turned the sports item into a must for all climbers, so much so that between the Wars it started to be manufactured in Canada. In 1954, at Monestier de Clermont, not far from Grenoble, René Ramillon decided to supply his workers with heavy jackets padded with down to enable them to better carry out their tasks during the cold winter months. As Ramillon’s daughter Annie Charlon remembers, the workmen employed in the production of tents and sleeping bags for the brand Moncler looked as if they were wearing ‘boxes’ rather than jackets. Lyonel Terray, on his return from Canada, was the first to place an order with Ramillon for the supply of down jackets. Terray, who was an alpinist himself, famous for climbing the Himalaya, tried the jackets out, asked for tailoring changes and improvements, and soon became the technical consultant and production manager of the whole line of Moncler down jackets. Both the equipment for the Italian expedition to the Karakorum (1954) and the French expedition to the Makalu a year later were supplied by the French firm. Although the down jacket was first invented in far off places, the world of fashion soon managed to turn the formal faults of the garment into distinctive, appealing features. Body warmth preservation, a feeling of protection and lightness are only some of the peculiar qualities that enabled this jacket to become a permanent icon in sportswear. Before the down jacket became widespread, any sports jacket or coat in use had proved a hindrance to body movements. At a time when the practice of winter sports involves more and more people, firms that manufacture sports equipment and wear enrich their collections with a garment that may be bulky in volume but is functional and ensures protection against very low temperatures. Thanks to the softness and lightness of the material it is padded with, and to its unparalleled flexibility, the down jacket has done away with the old belief that chunky clothing ensures protection against cold. Yet, it was not until the late ‘70s that the down jacket took on the ‘technical’ features that would characterise the ‘urban’ style in clothing. If countless firms contributed to the garment’s common use in daily life, by proposing slimmer fits that grant high protection against cold, some of Elle’s journalists had the idea to emphasise the widespread wish to wear the down jacket for city use with a well-known photographic service. At that point the street, which had already had the power to set different styles and social customs, reinvented the use of this mountain item, so much so that the down jacket, practically ignored by the media and the fashion magazines, became in the ’80 the focus of attention in the world of ‘paninari’. At a time when Street Style was still unknown in fashion, squares were full of youths whose aesthetic beliefs were linked to precise models and brands which they used to define ‘the best ones’: Timberland, Moncler, Best Company, El Charro etc. Unexpectedly, the trend was brought to the forefront by the media and the collective imagination permanently linked it to such garments as the down jacket. By the time the movement died out at the end of the 1990’s, and was replaced by subcultures that expressed the fading of the decade’s optimistic view of life, sportswear had undergone a profound revolution, and the down jacket had become a versatile garment with the power to stir the creativeness of stylists, an item that features today among the elegant proposals of countless fashion firms. Young people who frequented sandwich bars and wore fashionable clothing.


MONCLER

Nata nel 1952 a Monastier de Clermont, da cui deriva il proprio nome, Moncler comincia la sua attività con la produzione di articoli per la montagna e il campeggio. Saranno le esigenze climatiche a far nascere, quasi da subito, l’antesignano del capo che conosciamo oggi, affinato negli Anni ’50 e ‘60 per le esigenze degli alpinisti europei e poi ulteriormente sviluppato nel ‘72 per l’utilizzo da parte della nazionale Francese di sci. Calore e leggerezza restano i tratti distintivi di queste giacche che, mantenendo la massima qualità certificata del piumino (uno speciale Duvet proveniente dal Sud della Bretagna e dal Perigord), sono sempre riuscite a rinnovare la loro allure, grazie alla morbida e raffinata eleganza formale che da anni le contraddistingue. Il modello Everest si conferma in assoluto uno dei capi più iconici del marchio Moncler, a partire proprio dalla scelta dei suoi volumi. Questo moderno piumino in nylon laqué è al tempo stesso diretta evocazione dei modelli classici e interprete di una rivisitazione della vestibilità, più asciutta e attuale. Le tasche scaldamani frontali, quasi verticali, sono dotate di zip a scomparsa sotto le finiture in tessuto. Il collo, dotato di cappuccio estraibile, è fornito degli stessi bottoni, tono su tono, che percorrono la chiusura frontale; l’interno a contrasto presenta la storica etichetta “a fumetto”, contenente le istruzioni sul lavaggio del capo. Come tutti i piumini Moncler anche questo modello è imbottito di Duvet di ottima qualità, al suo primo utilizzo, certificato “quattro fiocchi – classe I” secondo le norme internazionali R.A.L. Monestier è un capo di chiara ispirazione tecnica che celebra lo spirito sportivo e pratico del marchio, senza tralasciare dettagli di stile e inconfondibile eleganza: le zip e le finiture bicolore, in contrasto, le chiusure antivento e l’inconfondibile logo presente sia sulla manica che su ciascuna delle tasche.

Set up in 1952 at Monastier de Clermont, the city from which it drew its name, Moncler began its activity with the production of articles for mountain-climbing and camping. The severe climate conditions of the place soon called for the creation of the precursor of the present-day down jacket,  an item which was updated  in the 1950’s and 1960’s to meet the demands of European mountain-climbers, and further improved in 1972 for the French national ski team. Lightness and warmth are two distinctive features of a garment which combines the top certified quality of its special down from South Brittany and Perigord, and an ever renewed allure due to the soft, refined formal elegance that has made it outstanding. With its choice of volumes, the model Everest  definitely embodies at best the features of Moncler items. In laqué nylon, this modern down jacket at once echoes the classical models and adjusts the fit by slimming and updating it. The slightly slanting front hand-warmers are provided with invisible zippers in-between the pockets’ fabric finish.  Supplied with a pull-out hood, the collar has buttons that match with those in the front fastening, and its contrasting lining bears the traditional balloon-shaped label that offers washing instructions. Like all of Moncler’s down jackets, this model is padded with high quality ‘four flakes – Class I’ virgin duvet, in compliance with R.A.L international regulations. Menestier is a technical model that interprets the brand’s  practical, sports inspiration but also its care for style details and elegance in the choice of zippers, the two-colour contrasting finish, the wind-proof fastenings and the unmistakable logo on the sleeve and  pockets.

moncler.it

THE NORTH FACE

The North Face, la parete nord, il punto più difficile da scalare nelle montagne. Un nome che suona come una sfida: l’azienda nasce nel 1968 a San Francisco e si impone nel mercato per la qualità delle attrezzature per arrampicata e backpacking. The North Face lancia presto una linea di abbigliamento e prodotti per lo sci estremo e negli Anni ‘80 apre la prima sede in Europa. Dalla Mountain Jacket, la giacca prediletta dai professionisti d’alta montagna alle calzature per Trail Running e Trekking fino alla linea di intimo Baselayer System, ogni articolo è studiato per chi ama affrontare la vita come un’avventura in montagna ma anche in città. Never Stop Exploring.

Questo modello Nuptse Jacket ha un peso complessivo di soli 655 gr. ed ha la particolarità di poter essere ripiegata nella sua tasca interna (pocketable);le spalle sono rinforzate con un doppio strato di taffetá. È dotata di due calde tasche scaldamani e di polsini regolabili, tramite velcro. La zip verticale presenta un dettaglio tecnico molto importante per un utilizzo del capo alle condizioni atmosferiche più estreme: è rinforzata con patta antivento interna su tutta la lunghezza e cuciture nei punti sottoposti a maggiore sollecitazione. L’imbottitura, rigorosamente in piuma d’oca, da 700 fill e il trattamento idrorepellente garantiscono il massimo isolamento dall’esterno. La Gotham Ltd Jacket appartiene alla Lifestyle Collection ed è la soluzione ideale per chi ama il confort e la praticità dei prodotti tecnici senza rinunciare allo stile; rappresenta una delle novità di questa stagione, in tiratura limitata, ed è realizzata in Twill impermeabile traspirante. È imbottita in morbido piumino d’oca 550, il capuccio staccabile si può indossare con o senza il bordo di pelliccia sintetica. La giacca è inoltre provvista di due tasche scaldamani, due tasche applicate sul petto e una interna per i dispositivi elettronici.

The Northface, just as the hardest-to-climb side of a mountain, is a name that sounds like a challenge. The firm was established in San Francisco in 1966, and soon gained renown in the market for the quality of its climbing and backpacking equipment. Northface soon launched a line of clothing and products for extreme skiing and opened its first European office in the 1980’s. From the Mountain Jacket, for which professional climbers have a strong liking, to Trail Running and Trekking footwear and the line of underwear Baselayer System, each of their items is specially designed for people who like to face life as if it were a mountain or a city adventure. Never Stop Exploring. Provided with two comfortable hand-warmers and with cuffs adjustable by velcro straps, this pocketable Nuptse Jacket model has shoulders strengthened by a double layer of taffeta and weighs only 655 grams. The garment can be used even under the most adverse weather conditions thanks to an important technical detail concerning the vertical zip, which is strengthened by an internal wind flap from top to bottom, and by seams on the points that have to resist high strain. Its 700 fill goose down padding and water-repellent treatment ensure great protection. The Gotham Ltd Jacket belongs to the Lifestyle Collection and is the ideal solution for those who love the comfort and convenience of technical products without renouncing style. One of this season’s limited-edition novelties, it is realised in water-proof breathable Twill padded with soft 550 goose down and has a detachable hood that can be worn with or without the synthetic fur rim. The jacket is also provided with two hand-warmers, besides the two pockets on the breast and the internal one for electronic devices.

thenorthface.com

PUFFA

Colore e understatement per il piumino simbolo dello spirito british negli sport sulla neve. Famoso già negli anni 70, dalle piste da sci alle strade delle capitali europee, il marchio inglese ha innovato il genere grazie alla manica a raglan e ai suoi caratteristici accostamenti cromatici a contrasto. Capo tecnico leggerissimo e punto di riferimento nell’iconografia classica del piumino, Puffa ha accompagnato per anni la squadra olimpica inglese, i momenti di relax dei reali d’Inghilterra nonchè i rampolli dell’alta società sulle piste delle più mondane stazioni sciistiche. Le linee Original e Alpine in Two Tones conservano lo stile e il design dei primi modelli, come patrimonio del marchio, rinnovandosi attraverso gli anni nella ricerca di materiali di pregio e di una efficace palette di colori a contrasto. Il Two Tones (in figura) incarna la perfetta combinazione di comfort e versatilità, da sempre caratteristici del marchio; questo piumino infatti oltre ad essere dotato dell’inconfondibile manica raglan, inizialmente introdotta per aumentare la capacità di movimento della spalla (per l’uso sportivo del capo), evidenzia l’utilizzo del classico taffeta di nylon bicolore. Il tessuto che caratterizza il modello Ventile è invece l’omonimo cotone naturale waterproof. Si racconta che il Ventile sia stato brevettato in campo militare, durante la Seconda Guerra Mondiale, per rispondere all’esigenza di Churchill di proteggere dalle basse temperature i convogli di viveri che transitavano sull’Artico. Grazie alle elevatissime prestazioni in fatto di isolamento termico e idrorepellenza, questo materiale ha permesso ad esploratori del calibro di Sir Ranulph Fiennes perfino di attraversare l’Antartico. Anche questa giacca vanta un’imbottitura in piuma d’oca di ben 650 fill, in grado di garantire grande confortevolezza e protezione dal freddo.

Colour and understatement characterise this down jacket, that symbolises the British spirit in snow sports. As far back as the 1970’s, the brand was already renowned for its raglan sleeves and its typically contrasting colour combinations on ski runs and in the streets of European capitals. A very light, highly technological garment and a style benchmark in the field of duvets, Puffa has for years been used by the English Olympic team, by the English Royal Family in their moments of relax, and by the scions of aristocratic families on the ski slopes of fashionable mountain resorts. Puffa has renewed itself over the years both by researching on high quality materials and by using a rich palette of contrasting colours. The lines Original and Alpine in Two Tones stick to the tradition of style and design of the brand’s earliest models; the Two Tones ( see picture ) merges the comfort and versatility that the brand has always focused on. Besides being provided with unmistakable raglan sleeves, originally meant to allow the shoulders to move freely during sports activities, this down jacket is tailored in the classic two-colour nylon taffeta. The model Ventile shares its name with the waterproof natural cotton fabric it is made of. Legend has it that Ventile was patented by the army during the Second World War, to meet Churchill’s demand that food convoys sailing across the Arctic should be protected from the very low temperatures. The very high insulating power of this waterproof material enabled a great explorer like Sir Ranulph Fiennes to cross Antarctica. Ventile is provided with a 650-fill goose down padding that ensures comfort and protection against cold.

puffa.com

HOX

HOX è un progetto nato nel 1998 dalla volontà di Andrea Caldaro di investire, in anticipo sui tempi, sulla ricerca e il design nella produzione di piumini. Il capo viveva allora una delle sue fasi più statiche ed in contrasto con i volumi ampi di quel periodo, talvolta poco femminili, l’azienda decise di lavorare su giacche più sfiancate utilizzando materiali e costruzioni interne tecnicamente avanzate, allo scopo di rispondere ad un’esigenza femminile ben precisa: volumi asciutti e praticità d’uso, tessuti dotati di memoria e finiture preziose. Hox è il gene regolatore della morfogenesi, una sequenza di Dna responsabile dello sviluppo degli organismi ma soprattutto un nome che lega questo marchio indissolubilmente all’idea di continua evoluzione. In pochi anni l’azienda ha infatti ottenuto un importante riconoscimento, vantando già ben 750 clienti solo sul mercato italiano. Il recente sviluppo della parte logistica e il lancio di una nuova linea di ricerca a Pitti Immagine Uomo 2008 ci dicono inoltre che Hox è pronta per un altro passo in avanti. La giacca in piuma d’oca (qui raffigurata) è stata interamente concepita intorno all’idea di ridurre volumi e peso specifico del capo, senza però minimamente compromettere capacità termica e comfort. L’imbottitura in piuma di altissima qualità ed il tessuto esterno in micro poliestere sono in grado di conferire al piumino, che appartiene alla serie “Soft Touch” di Hox, un’eccezionale morbidezza al tatto. La chiusura del cappuccio, le sei tasche frontali, i polsini in tessuto elasticizzato e la scelta di materiali altamente performanti sono i tratti distintivi di un capo evoluto all’insegna della praticità. Il modello Raffa è invece perfetta rappresentazione dell’evoluzione stilistica del piumino tradizionale proposta dal marchio; la leggera gessatura del tessuto esterno a memoria di forma, di provenienza giapponese, i polsini e il fondo realizzati in ciniglia e l’imbottitura del cappuccio, in pelliccia murmasky sul bordo e lapin all’interno, sono i dettagli inconfondibili di questo moderno bomber in piuma d’oca.

In 1998 Andrea Caldaro was well ahead of his time when he gave life to the project Hox, an initiative which marked the beginning of a policy of investment on research and design to boost his production of down jackets. At a time when the garment was going through a slack period, and its bulky look could be unbecoming to a woman’s body, the Firm decided to meet women’s demands by making tighter fitting jackets through technically advanced materials and tailoring techniques: fabrics reminiscent of tradition, to make slimmer and more practical garments with a precious finish. Hox is somehow the gene that governs the growth and change of new forms, a DNA sequence that triggers the development of new creations, a name that associates the brand with the idea of endless evolution. In the space of few years, not only has the Firm achieved great success with over 750 clients on the Italian market alone, but recent further developments in logistics and the launching of a new line of research at Pitti Immagine Uomo 2008 have proved that Hox is ready for another leap forward. The down jacket in the picture was created by focusing on volume and weight reduction without impairing the garment’s warmth and comfort. The high-quality down padding and the outer micro-polyester fabric give a special softness to this garment in Hox’s ‘Soft Touch’ line. The button-up hood, the six front pockets, the elastic wrist bands, and the highly performing materials are the distinctive features of a jacket that has changed to take on more practical features. The model RAFFA, instead, perfectly illustrates how the brand has achieved significant stylistic changes in traditional down jackets; the hardly perceptible pinstripes in the made-in-Japan memory material it is made of, the chenille wrist and waist bands, the hood rimmed with murmansky fur and lined with lapin inside are the unmistakable details that characterise this modern goose down bomber jacket.

hoxitalia.it

oxitalia.itSpecial Editions Gallery

La The North Face Aconcagua Hoodie Jacket (qui nella versione mimetica) è una giacca distribuita esclusivamente sul mercato giapponese; essa è caratterizzata dall’impiego del particolarissimo nylon Super Baby Ripstop, con copertura DWR (Durable Water Repellent), e da un elevatissimo grado di leggerezza. Il capo non supera infatti i 300 g di peso e, grazie alla morbidezza del tessuto esterno, è totalmente ripiegabile in una piccola tasca interna.

The North Face Aconcagua Jacket (here in the camouflage version) is available exclusively on the Japanese market. Made in Super Baby Ripstop nylon with a layer of DWR (Durable Water Repellent), this extra-light jacket is less than 300 grams in weight and, thanks to the softness of its fabric, can be folded up into a small inside pocket.

Questo piumino di Stone Island ha la particolarità di essere realizzato con un nylon resinato ultraleggero, color bianco naturale, in grado di lasciar leggermente intravedere l’imbottitura interna in vera piuma d’oca bianca. Le zip delle tasche e della chiusura frontale sono a contrasto così come la fodera interna di colore brillante. I particolari effetti di ombreggiature localizzate sono ottenuti bloccando, nella fase di assemblaggio del capo, il passaggio della piuma tra l’esterno e la fodera.

This Stone Island down jacket is in natural white, extra light, resin-bonded nylon through which the real goose down inside padding can hardly be seen. The pockets, the zips in the front fastening, and the bright-coloured inner lining come in contrasting colours. The special localised shading effects are obtained when the garment is assembled by preventing the down from overflowing in between the jacket proper and its lining.

La collaborazione tra lo stilista giapponese Junya Watanabe e Moncler risale all’anno 2004; l’incontro tra l’esperienza del marchio e l’estrema ricerca su corpo e materia, da sempre caratteristica del designer, continua ad essere  all’origine del successo riscosso da questi capi, a lungo fiero all’occhiello della produzione Moncler. La Down Jacket della collezione F/W 07-08 Junya Watanabe Comme des Garçons Man evidenzia un tessuto esterno di nylon dallo straordinario effetto opaco e conserva tutti gli elementi caratteristici dello storico modello Nepal.

The Japanese stylist Junya Watanabe and Moncler started their collaboration in 2004, and the merging of the brand’s tradition with the designer’s thorough research, typically focused on the body and materials, must be credited with the continuing success of garments that have long been the show-pieces of Moncler production.
The Down Jacket in the Junya Watanabe Comme des Garçons  F/W 07-08 men’s collection is made of an  opaque-looking nylon fabric, and still bears the distinctive traits of the historic model Nepal.

Questa giacca Y’s della stagione F/W 06-07 è il frutto della collaudata collaborazione tra Aspesi e lo stilista Yohji Yamamoto; all’’esterno troviamo un soffice taffeta di nylon completamente idrorepellente mentre l’imbottitura interna è rigorosamente in piuma d’oca di altissima qualità. Il capo, completamente reversibile, è dotato di tasche elegantemente tagliate a filo da un lato e dall’altro tutte applicate e zippate.

This Y’s jacket of the F/W 06-07 season is the result of Aspesi’s long collaboration with the stylist Yohji Yamamoto. A completely reversible garment,  made of soft, water-repellent  nylon taffeta, the jacket is padded with high-quality goose down, and has elegant welt pockets that become patch pockets with zippers when the jacket is reversed.