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Trans-Paesaggi 2

Tra il 4 Aprile e il 31 Maggio lo Spazio Lazzari di Treviso è stato teatro della suggestiva mostra fotografica “Tran-Paesaggi 2- Tra conosciuto e conoscibile” dell’artista Gian Paolo Lucato. L’evento, inaugurato dal fotografo con la performance “Framment-Azione”, ha permesso al pubblico di entrare in contatto con un nuovo modo di percepire l’ambiente che ci circonda, un’originale maniera di vedere il mondo attraverso gli occhi di un artista contemporaneo. I lavori esposti erano costituiti da elaborazioni digitali di vedute fotografiche formato 60×90 cm, realizzate nell’arco di tre anni. Si tratta di fotografie che riproducono silenziosi giardini di ville venete, parchi pubblici londinesi e solitari paesaggi naturali. Spazi magici dunque. Su queste immagini interviene un gioco di chiaroscuro organizzato entro strutture geometriche ben definite ottenendo una spazialità difforme rispetto all’originale. Come afferma Luigi Meneghelli: “l’immagine appare caratterizzata da una specie di griglia che pare ordinare, recludere la rappresentazione e che invece la teatralizza, la rende mobile, aperta, ubiqua…”; “la manipolazione travolge ogni limite, trasformandosi letteralmente in atto creativo, in linguaggio costruttore di nuove immagini. Non si tratta più solo di un’azione di fenditura, ma anche di intersecazione, di passaggio, di rovesciamento delle parti”.

Between April 4th and May 31st last, Lazzari Space housed the suggestive photography exhibition “Tran-Paesaggi 2- Between the known and the knowable” by Gian Paolo Lucato.
   The event, inaugurated by the photographer with the performance “Framment-azione”, enabled the public to experience a new way of perceiving the surrounding environment, an original way of seeing the world through the eyes of a contemporary artist. The works on show were the digital elaboration of 60 by 90 cm photographic views realised over the past three years. The photos portray magic scenes: silent gardens of Venetian villas, London public parks and lonely natural landscapes. The fact that chiaroscuro effects realised within precise geometrical structures are added to the images makes the space they represent different from the original.
 As Luigi Meneghelli maintains : « although a sort of grid seems to be superimposed to the image and give order and constraint to its content, its representation becomes somehow theatrical, mobile, open, ubiquitous…”; “the treatment of images surpasses any limit, and becomes a creative act, a language that creates new images. 
It no longer coincides with the action of splitting, but also of intersecting and going past, an inversion of roles”.