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Wordscape

Qualche decennio fa li avrebbero potute chiamare “ipertesti”, pagine collegate tra loro da parole-chiave, in grado di organizzare opportunamente le informazioni e disporle secondo logica. Come delle grandi mappe mentali organizzate tutte intorno ad un concetto, mettiamo a fuoco “wordscape” di Massimo Bertoldi. Le parole reagiscono al dominio delle immagini, il segno tipografico prevarica il layout, lo determina e al tempo stesso ne costituisce la struttura grafica e verbale. Le parole dominano l’immagine, finendo per divenire, a loro volta, immagine. Un concetto, spesso proveniente da tematiche culturali moderne, talvolta accademiche, si sviluppa a partire da un nucleo originario, intorno ad esso, e si allontana gradualmente per dischiudere significati, storie e passioni. I temi della cultura cambiano veicolo, supporto e si staccano dalla carta dei libri, escono dai nostri schermi per diventare “paesaggi” appunto “di parole”. Contenuti “da leggere”, difficilmente fruibili diventano dunque istantanei, mutano la loro forma per arredare i WORDSCAPE PAESAGGI DI PAROLE nostri spazi: l’Albero della Grammatica, nato allo scopo di sdoganare questa disciplina dalle aule scolastiche per inserirla nei salotti o nelle camere dei ragazzi, è rappresentazione di un ipertesto che potrebbe essere smontato in ben 80 pagine html; il Rock, è un disco che non si smetterebbe mai di “guardare”; l’Anima un labirinto dentro il quale si snoda appunta una storia dell’anima; Psiche rappresenta le diverse funzioni della psiche umana secondo la tradizione della scuola di psicosintesi fondata da Roberto Assagioli, allievo di Freud e amico fraterno di Jung. Anni di esperienza e di grande passione nel mondo della litografia editoriale che hanno condotto Bertoldi a superare i propri confini professionali, per indagare i territori dell’arte e trasformare l’amato carattere tipografico in labirintici paesaggi verbali. Guai a classificarle come strutture statiche, monumenti incontrovertibili del sapere, il loro obiettivo è semplicemente quello di offrire nuove prospettive alle cose, liberare i temi della cultura dalle forme rigide ed istituzionali alle quali appartengono per riproporli in una chiave moderna e dinamica. La ricerca ora prosegue non solamente verso nuove tematiche ma anche su diversi materiali di incisione quali alluminio, legno e gesso perchè questi “wordscape” possano staccarsi dalle pareti e imprimersi anche sulle superfici più concrete dell’abitare.

A few decades ago they could have been called “hypertexts”, pages connected by keywords that could suitably organise information and logically arrange it. Like large mental maps organised around one concept, let’s focus on Massimo Bertoldi’s “wordscape”. Words react to the power of images, types are stronger that the layout, determine it and make up its graphic and verbal structure. Words dominate images, and in turn end up by becoming images. A concept, often coming from modern cultural issues, sometimes academic ones, develops starting from an original nucleus and around it, and gradually expands to disclose meanings, stories and passions. Cultural themes change their medium or support, detach themselves from the paper of books, and get out of our screens to become precisely “landscapes” “of words”. Hardly available, readable contents, then, become instantaneous and change their form to furnish our spaces; the Tree of Grammar, born with a view to taking this discipline away from school rooms and into sitting rooms or children-s bedrooms, is the representation of a hypertext that could be disassembled in something like 80 html. Rock is a record we would never stop watching. The Soul is a labyrinth where a story of the soul unfolds. Psyche represents the different functions of the human psyche according to the tradition of the psycho-synthesis school founded by Roberto Assagioli, a pupil of Freud’s and a dear friend of Jung’s. Years of experience and of great passion in the world of lithographic print have led Bertoldi to pass the boundaries of his profession, to investigate the realms of art and turn the types he loves into verbal labyrinthine landscapes. Woe betide those who classify them as static structures, unchangeable monuments of learning, their aim is simply to offer things new perspectives, to free the themes of culture from the rigid and institutionalised forms to which they belong, to re-propose them in a modern and dynamic perspective. The research is now being continued to explore not only new domains, but also the potential of various etching materials like aluminium, wood and plaster, so that these “wordscapes” may come off the walls and stick also on the more concrete surfaces of our dwelling.

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