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Kawasaki

Dallo scorso febbraio hanno letteralmente invaso l’Italia: le avrete viste per le strade della vostra città, nei locali più alternativi, sulle pagine delle riviste e vi sarete posti un sacco di domande. Prima di tutto da dove esse arrivino e la risposta è molto semplice: dritte dalla Danimarca dunque non fatevi ingannare dal nome nipponico. Poi in quanti colori vengano prodotte e quello che possiamo dirvi è che non avete ancora visto niente, questo era solo un assaggio. Infine se è vero che esiste anche un modello alto di queste scarpe e la risposta è sì, ma dovrete aspettare fino a Settembre per potervi arraffare un paio di low-cut boot. e Kawasaki sono una delle novità più interessanti di quest’anno e tra le scarpe più chiacchierate nella rete. I ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni sono impazziti per queste scarpe in tela che più di vent’anni fa sono divenute oggetto di culto e ora promettono di ritornare ad esserlo. Blog, forum e webzine che avevano pubblicato la notizia del loro arrivo sul nostro mercato sono stati sommersi di thread e domande. Il fenomeno Kawasaki è cominciato. I più attenti le avranno notate anche ai piedi dei Klaxons, delle CSS, di Uffie e dei Soulwax a dimostrazione della loro vicinanza alla scena artistica internazionale.
Nei prossimi mesi il Kawasaki Footwear Team comincerà un lavoro di vero e proprio “artistic scouting” nelle principali capitali underground europee, alla ricerca di giovani creativi cui offrire la possibilità di farsi conoscere attraverso la comunicazione del marchio. Ana Kras, giovanissima artista di Belgrado, firmerà per prima le prossime tre campagne di Kawasaki.
Mentre per quanto riguarda le fantasie “special” (vedi il successo della Cartoon limited edition), da qui a ottobre, saranno progressivamente introdotti nuovi modelli cosmetic come “Newspaper”, “Camouflage” e “Scottish Kilt”. Tutti disponibili in tiratura limitata ovviamente, “solo nei negozi fichi” e “lavabili in lavatrice”…  ma il meno possibile per favore: ci piacciono sporche!

Since last February Italy has been literally flooded with Kawasaki footwear: you may have seen it in the streets of your city, in the most alternative public places, on the pages of magazines and you may have asked yourselves a lot of questions. Firstly, where does it come from ? The answer is very simple, straight from Denmark; so, don’t be mislaid by the Japanese name. Secondly, how many colours does it come in? All we can tell you is that you have seen very little so far, only a foretaste of it all. Lastly, we can now confirm that these shoes also come in a high fashion model, but you will have to wait until September to get hold of a pair of low cut boots. Kawasaki shoes are among this year’s most interesting novelties and among the most chatted-about ones on the net. Boys and girls between 20 and 25 are crazy about these canvas shoes which became a cult object over 20 years ago, and are now on their way to regain their former status. Blogs, forums and webzines that had predicted their arrival on our market, have been flooded with threads and questions. It was the start of the Kawasaki phenomenon. Careful watchers may have seen the Klaxons, the CSS, Uffie and the Soulwax wearing them, which proves how closely linked Kawasaki shoes are to the international art scene. A few months from now Kawasaki Footwear Team will start their ‘artistic scouting’ in the main underground European capitals to offer young creators a chance to make themselves known through brand communication. Ana Kras, a very young artist from Belgrade, will be the first to sign Kawasaki’s next three campaigns. As for the ‘special’ patterns (see the success of the cartoon limited edition), from now to October new ‘cosmetic’ models like ‘newspaper’, ‘camouflage’ and ‘Scottish kilt’ will be gradually introduced. All of them available in limited edition, of course, ‘only at cool stores’ and ‘machine-washable’…..but as seldom as possible, please: we like them dirty!

kawasaki-footwear.it