Martelli | Mug Magazine | Fashion, Design, Lifestyle and more...
351
post-template-default,single,single-post,postid-351,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-3.2.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Martelli

Nel cuore del Nordest italiano nascono il denim vintage e le tinture che fanno tendenza nel mondo.Mi sono spesso chiesto quale sia il punto di incontro tra l’artigianalità ed il processo industriale nella produzione di certi capi.Lasciando tranquillamente stare le lavorazioni di sartoria, spesso mi sono trovato davanti a jeans, ad esempio, per i quali non riuscivo a figurarmi una lavorazione “a catena di montaggio”, ma che vedevo comunque diversi uno dall’altro, e la loro “tiratura” non era certo limitata.
Sono stato con mezza redazione di Mug a visitare la Martelli Lavorazione Tessili a Vedelago, non distante da Treviso, e ho avuto molte risposte.“In effetti, la nostra si può quasi definire una lavorazione industriale fatta a mano” dice sorridendo con orgoglio Andrea Petrin, il nostro cicerone all’interno della Martelli. E bisogna dargli atto che una definizione diversa è ben difficile da trovare.

La Martelli, fondata nel ‘39 a Bologna da Luigi Martelli e che ora ha diversi stabilimenti tra i quali uno nuovissimo in Romania, nasce tingendo tessuti, e si specializza via via nelle lavorazioni di questi.

Oggi è all’avanguardia mondiale per quanto riguarda il trattamento del denim e della tintura dei capi in cotone.
“Siamo avanti rispetto alla concorrenza perché diamo il massimo valore alla ricerca. Giriamo il mondo per cogliere tendenze e novità, e ci poniamo come partner creativamente attivi nei confronti dei nostri clienti”
Qualche nome: Diesel, Gas, Energy, Meltin’ Pot, Armani, Yves Saint Laurent, Paul Smith, Donna Karan, No.l.ita e Tsubi.La visita degli impianti (che vedono impiegare fino a seicento persone, a pieno regime) mostra lavatrici enormi piene di sassi per lo stone washed a fianco di operai che maltrattano jeans con grande precisione graffiandoli, passandoli sotto una mola a disco, bucandoli, passandoli con la carta vetrata uno a uno.

I carrelli per smistare i capi tra lavatrici (degne di menzione le sei controllate da un’unica centralina elettronica), lavorazioni e magazzini spesso corrono da soli, e vedere i risultati nello showroom fa capire chiaramente quanta ricerca ci sia dietro ogni passaggio di lavorazione. Una ricerca che oggi è vantaggio competitivo, e che alla Martelli è segno di distinzione e successo.

Vintage Denim and dyeing from the heart of the Italian Northeast set the trend the world over.I have often wondered what the border line is between craft and industry in the production of certain items, especially of jeans which I couldn’t imagine to be the result of assembly line production considering
that each of them was different.My visit to Martelli Lavorazione Tessili, Vedelago, Treviso has answered many of my questions.”Actually our processing is almost entirely handmade”, smiles Andrea Petrin, our guide to Martelli plants. And it is hardly possible to define their production
in a different way, as the firm’s showroom, where stylists are in touch with the outcome of research, conveys the impression of skills and experience that surpass craft although production preserves the quality of it. Martelli, established by Luigi Martelli, Bologna in 1939, was a fabric dyery at its outset; it has now a number of factories, one of which in Roumania, has specialized in fabric processing, and is a world leader in denim processing and the dyeing of cotton items. “We are ahead of our competitors because we invest a lot in research. We go around the world for trends and innovations and try to be creatively helpful to our clients”.
Among others: Diesel, Gas, Energy, Melting Pot, Armani, Yves Saint Laurent, Paul Smith, Donna Karan, No.l.ita and Tsubi.


martelli.it