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Silvia Pastore arriva a Londra, per la prima volta, nel 1973 con l’intenzione di rimanere soltanto per pochi mesi; lì incomincia a frequentare corsi serali di pittura e disegno e presto le viene offerto un posto di studio alla “Central School of Art and Design” dove consegue nel 1980 un Bachelor of Arts. Nel corso degli anni ha frequentato corsi avanzati su tecniche di stampa e metodi pittorici del Rinascimento, dove ha imparato a macinare da sola i pigmenti, a preparare i colori a olio e a stenderli su pannelli di legno gessato. Ha lavorato per decenni con le tecniche dell’ acquarello, olio, serigrafia, tecnica mista e vetrate ed esposto i suoi lavori in Gran Bretagna, Italia e Francia. Ha vissuto a Londra per molti anni prima di trasferirsi ad Oxford con marito e figli. Il suo lavoro si divide in tre diverse categorie. La Pastore produce nature morte, paesaggi e dipinti basati sull’immaginazione. “Talvolta sento che le persone si aspettino che io adotti esclusivamente uno stile. Ma secondo me ogni stile sostiene e completa gli altri, e per questa ragione preferisco coltivarli tutti.” Questa interdipendenza si rivela chiaramente quando Silvia parla delle sue nature morte che sono spesso organizzate in modo da mostrare un paesaggio sullo sfondo. “ Sono affascinata dall’idea di creare un intreccio di linee e forme sulla tela che fuse insieme creino un equilibrio tra la natura morta in primo piano e cio’ che si intravede nello sfondo”. Attraverso questo avvolgersi di forme e questo incrociarsi di linee ella tenta di creare un legame fra due realta’ separate ma parallele, del primo piano e dello sfondo. È convinta che la pittura e il disegno le abbiano insegnato ad osservare più profondamente la realtà circostante e l’abbiano spronata a raffinare la sua capacità di vedere. A questo riguardo ella ha trovato l’insegnamento del Buddismo Zen particolarmente utile. Dallo Zen ha appreso l’importanza del rimanere consapevole e presente nella vita di ogni giorno. “Secondo me” ella dice, “la pittura richiede la stessa abilita’ di essere presente e consapevole”. In questo stato, l’alba nascente intravista dalla finestra “diventa la prima alba, la sola alba che io abbia mai visto, e il mio cuore si riempie di meraviglia e di gioia”. Ella cerca di trasferire questo senso di meraviglia nei suoi dipinti, restituendo al mondo il senso d’incanto che è familiare ad ogni bambino. Silvia non ha dubbi sulla funzione che l’Arte debba avere; la pittura ha il potenziale di ”purificare l’animo dello spettatore, di sollevare il suo spirito e di dargli un senso di benessere”. Ella è anche convinta che, educando il senso della vista, attraverso il disegno e la pittura, l’uomo possa vedere oltre i limiti accettati della realtà. In particolare intonando il senso della vista possiamo oltrapassare I limiti dello spettro della luce e scoprire nuovi colori.

Silvia Pastore’s exhibition was on show at Lazzari Space, Treviso, from June 12th to August 31st 2009. The artist first visited London in 1973 with the intention of staying there just for few months. She started attending painting and drawing evening classes and soon had the opportunity to join the Central School of Art and Design, from which she got the degree of Bachelor of Arts in 1980. Over the years she has attended advanced courses on Renaissance printing techniques and pictorial methods, and she has become skilled at grinding pigments, at preparing oil colours and spreading them over gessoed wooden panels. She has for decades practised the techniques of watercolour, oil painting, serigraphy and window glazing, and has exhibited her works in Great Britain, Italy and France. She lived in London for a number of years before moving to Oxford with her husband and children. Her works fall into three categories, as Mrs Pastore creates still lives, landscapes and paintings based on the imagination. “I sometimes feel that people expect me to adopt one style only. Yet, in my opinion, each style supports and completes the others, and this is the reason why I’ve chosen to practise them all. ”The interdependence of her styles shows at best when Silvia speaks of her still lives, which are often organised so as to show a landscape in the background. “I am definitely intrigued by the idea of creating a network of lines and forms on the canvas whose fusion may lead to a balance between the still life in the foreground and what can be glimpsed in the background.” In fact, through the interweaving of forms and crossing of lines, the painter tries to create a connection between two distinct yet parallel realities in the foreground and in the background. Silvia believes that painting and drawing have taught her to observe reality in depth, and spurred her to refine her capacity to see. As far as this aspect of her work is concerned, she found the teachings of Zen Buddhism particularly useful, especially for their great emphasis on the importance of being perceptive and aware in everyday life. “I truly believe”, she says, “that painting requires the same ability to be perceptive and aware.” In this state, the breaking of dawn seen from the window “becomes the first dawn, the only dawn I have ever seen, and my heart fills with wonder and joy. ”She tries to transfer this sense of wonder into her paintings, and to give the world the sense of enchantment which is familiar to every child. Silvia has no doubt about the function that Art must have; painting has the power “to purify the mind of viewers, to relieve their spirit and give it a sense of wellbeing.” She is also of the opinion that, by educating the sense of sight through drawing and painting, man can see beyond the conventional limits of reality. In particular, by tuning our sense of sight we can surpass the limits of the light spectrum and discover new colours.

silviapastore.com